11 dicembre 2012

Curiosità:

Il 7 dicembre 2010 alle ore 15.00 sono  stati venduti una serie di manoscritti medievali tra cui il prezioso "Graal  de La Rouchefoucauld vers 1320", capostipite delle storie legate a Re Artù e ai Cavalieri della Tavola Rotonda!
Composto di tre grandi volumi, illustrati con 107 miniature che contengono "Estoire del Saint Grail; Estoire de Merlin, Lancelot propre.
Stimato tra 1,5 e 2,8 milioni di sterline; fù realizzato nelle Fiandre ed a Artois tra il 1315 e il 1323.
Chi sarà stato il fortunato acquirente intervenuto all'asta da Sotheby's?

30 novembre 2012

MUSEO DELLA STORIA DI BOLOGNA - PALAZZO PEPOLI

Oggi, 30 novembre 2012 cosa fare in una giornata piovosa di novembre?
Quale miglior tempo per andare a visitare l'ultimo museo aperto nella mia città con una guida eccezionale, Giovanni Paltrinieri!  Questo  è il suo sito personale: www.lineameridiana.com - da vedere assolutamente....

Le informazioni riportate sono state prese dalla guida del museo: "Il Palazzo - il Museo della Storia di Bologna è ospitato a Palazzo Pepoli, antica dimora di quella che in epoca medievale fu una delle famiglie più importanti di Bologna.  Risultato di numerose addizioni e stratificazioni archittetoniche comiciate nel Trecento e conclusesi solo nel 1723, il palazzo si presenta all'esterno come un forte austero; all'interno è invece una raffinata dimora di rappresentanza. Aquisito nel 2003 dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna è stato destinato a sede museale, con il restauro e l'allestimento museografico di Mario Bellini con la grafica di Italo Lupi.

Il Museo - questo museo è dedicato alla storia di Bologna e dei suoi abitanti dall'epoca etrusca ad oggi. Oltre duecento opere e oggetti in esposizione provengono dalle collezioni della Fondazione Carisbo, il resto proviene da altri musei cittadini e da collezioni private. 
La storia della città viene ripercorsa nel suo sviluppo archittetonico, artistico, scientifico, sociale alternando diversi linguaggi. Sale in cui la centralità è riservata alle opere e al messaggio grafico affiancano ambienti interrativi con ricostruzioni scenografiche, tappeti multimediali e installazioni immersive. Il principio su cui è basato l'allestimento del museo è quello della separazione rigorosa tra contenitore (le stanze di Palazzo Pepoli) e contenuto (l'apparato museografico), facendo si che il racconto possa dispiegare in tutta la sua forza il potenziale comunicativo e il decoro delle sale la sua fascinazione.
Bologna nell'antichità
La grande stagione del Medioevo
Il rinascimento dei Bentivoglio
Bologna in scena: politica, religione e riti della vita collettiva
Bologna la Dotta: arti, sciense, lettere, musica
Dal Settecento al Novecento
Un tempo né troppo vicino né troppo lontano

Per le scuole; per famiglie e gruppi; per le categorie speciali; per addetti ai lavori.
www.genusbononiae.it

I servizi: il caffè del Museo; la bottega del Museo e la sala della Cultura dove sono esposti i busti delle Dodici Donne, riservata ad incontri e cerimonie.

Orario d'apertura: dal martedi alla domenica, dalle ore 10.00 alle 19.00. Rimane chiuso il 1° gennaio e il 25 dicembre.

Contatti: tel. 051/19936379 - fax 051/19936300  email: msb@genusbononiae.it www.genusbononiae.it

Palazzo Pepoli Via Castiglione 8 - Bologna

29 novembre 2012

Nel forno ritrovata una croce templare

Vernazza - Piccolissimo e prezioso: perchè richiama un passato lontano e chissà quale origine ha. E' uno stemma in pietra che il fornaio di Vernaza ha ritrovato all'interno del suo forno: devastato dall'alluvione del 25 ottobre. Parrebbe una croce ottogona, come rivela Valentino Giannoni, ricordando che veniva chiamata anche "Croce di Malta"  ed era un emblema dei Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, ipotesi che potrebbe ricondurne la presenza di un antico ospitale dei pellegrini in viaggio. Bruno Ciliento ritiene sia una "croce patente", quindi non dei Fieschi ma di qualche altra famiglia nobiliare; e suggerisce di divulgare che sia stata trovata "una sede templare fa sempre effetto".
Maria Luisa Porcile propone un premio simbolico per chi avesse notizie, per Giorgia Bandini potrebbe essere una croce templare legata a qualche ordine asistenziale sul percorso del pellegrinaggio, Dario Di Michele invita a controllare i documenti nella parocchia di Vernazza. Il dibattito è aperto e la croce ritrovata è destinata a diventare di certo un'attrazione.
(IL SECOLO XIX - 22 aprile 2012)

11 agosto 2012

CASTELLO DI MAULNES

Esposizione da visitare in Francia, regione dell'Yonne al castello di Maulnes a Cruzy-le-Chatel. Titolo: "L'ordre règne chez les maçons" (L'ordine regna in uso dai muratori) E' consacrata alla "Regola per i 5 ordini di architettura" di Mastro Jacopo Barozzi detto Il Vignola (1507-1573)

Aperta fino al 16 settembre 2012, l'esposizione è consacrata all'artista che a definito i cinque ordini di architettura  dal dorico al composito nel suo celebre "Trattato". Opera che diventerà la bibbia degli architetti, muratori, tagliatori di pietra, falegnami e ebanisti.

L'esposizione è stata concepita da Jean-Michel Mathonière, editore e storico delle corporazioni dalla sua collezione e da quella della "Nef de Salomon", centro di studi delle corporazioni à Dieulefit (Drome).

Jean-Michel Mathonière ci presenta cosi: "....attorno alla Regola per i cinque ordini di architettura di Jacopo Barozzi Il Vignola sono presentati disegni, incisioni, edizioni antiche di cui alcune molto rare di questo trattato fondamentale dell'architettura classica, un "best-seller" avendo conosciuto numerose centinaia di edizioni in numerosi lingue dal 1563...."

Sito internet del castello: www.maulnes.com

04 agosto 2011

L'Alma Mater e Yale scoprono la più antica immagine d un faraone del 3200 a.c.

C'è anche l'Alma Mater nella straordinaria scoperta archeologica messa a segno in Egitto: una missione italo-americana ha scoperto infatti la più antica immagine di un re sacerdote dell'antico Egitto, risalente probabilmente al 3200 a.c.
L'annuncio arriva dall'Aswan-Kom Ombo archeological project, al quale lavorano il nostro aterneo e quello di Yale. La scoperta è avvenuta a Nag el Hamdu-lab, sito di arte rupestre sulla riva del Nilo a nord di Aswan.
L'immagine, dicono gli archeologi, è straordinaria perchè rappresenta la prima raffigurazione di un corteo regale, composto dal faraone con indosso la corona bianca dell'Alto Egitto.

(Il Resto del Carlino - 6 luglio 2011)

05 novembre 2010

SCOPERTA A GIZA

Il CAIRO - EGITTO 4/11/2010
Una missione archeologica condotta dal Consiglio delle Antichità Egiziane porta alla luce una parte di un lungo muro di cinta costruito attorno alla Sfinge, al fine di proteggerla contro il vento e la sabbia.

Un equipe di archeologi diretti da Zahui Hawass, il mediatico segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egiziane, porta alla luce un lungo muro di mattoni la cui data corrisponderebbe al regno di Thoutmosis IV. Questo muro sarebbe stato edificato 3.400 anni fa attorno alla Sfinge per protezione contro la sabbia e il vento.
Le vestigia di due parti di unl muro sono stati scoperte sulla piana di Giza: il primo misura 75 cm di altezza e si estende su 86 mt da nord a sud lungo il lato del tempio di Khephren; il secondo misura 90 cm di altezza e situato a nord del tempio su una lunghezza di 46 mt. Fino qui, solo una parte é considerata come elemento di costruzione indipendente; si tratta di un altro pezzo di 3 mt di altezza per 12 mt di lunghezza. Questa nuova scoperta, proverebbe, al contrario che la scultura una volta era completamente circondata e protetta da un vasto recinto.
Per il prof. Hawass, questo muro di cui l'esistenza era confermata da alcuni antichi testi, daterebbe sotto il regno di Thoutmosis IV. Secondo la leggenda, avrebbe deciso questa costruzione dopo avere fatto un sogno nel corso del quale la Sfinge gli avrebbe chiesto di liberarla dalla sabbia e di proteggerla, promettendo in cambio che sarebbe diventato faraone.
Gli scavi sul sito stanno proseguendo cosi di trovare altri elementi in questo recinto. Inoltre, la squadra egiziana a portato alla luce resti di un muro in mattone. Secondo il prof. Hawass, potrebbe trattarsi di vestigia delle fondamenta della Piramide di Khephren.

(articolo pubblicato sulla stampa francese artclair.com)

01 novembre 2010

CONFERENZA

Mercoledi 10 novembre 2010, ORE 20.45 c/o Il Centro Sociale Borgo Via Saviotti 1 - FAENZA
"Il grido di Merlino" Un percorso nei dedali delle leggende e delle tradizioni locali, tra il Graal come simbolo femminile, l'alchimia ed altro ancora"

STORIA DELLA SINDONE: TRA FANTASIE E VERITA? UN MISTERO LUNGO SECOLI

IX Convegno romano sul tema "Energia, energie un termine, infinite manifestazioni - sabato 30 ottobre 2010 c/o Facoltà Valdese di Teologia -Aula Magna ROMA
Conferenza di Anna Maria Mandelli

LA SCOPERTA

Articolo pubblicato su Il Resto del Carlino del19/10/2010: "Da una zucca esce il dna di Luigi XVI"
Antropologi molecolari e genetisti forensi della nostra università hanno recuperato il DNA dal sangue attribuito a Luigi XVI, il re di Francia ghigliottinato dai rivoluzionari il 21 gennaio 1793, i cui resti ematici sono stati rintracciati all'interno di una preziosa zucca pirografata. E alcuni marcatori genetici tratti dal dna mitocondriale e dal cromosoma Y, concordano con tratti che, secondo i dipinti dell'epoca, contraddistinguevano il sovrano, vedi gli occhi azzurri.
Secondo le cronache del tempo furono molti i cittadini che salirono al patibolo per immergere i loro fazzoletti nel sanque del monarca e avere un ricordo dell'esecuzione. Il team composto da Davide Petterner, Donata Luiselli, Susi Pelotti e Carla Bini in collaborazione con il gruppo guidato da Carles Lalueza-Fox ricercatore del Consejo Superiori de Investigaciones (CSIC) di Barcellona, ha analizzato i residui lasciati da uno di questi fazzoletti e i risultati ottenuti dall'analisi genetica condotta indipendentement nei due laboratori, lasciano supporre che il DNA estratto possa appartenere al re di Francia.
Nonostante non sia rimasta traccia del fazzoletto, gli scienziati sono riusciti ad analizzare i residui di una sostanza marrone rimasta depositata all'interno di una zucca posseduta da una famiglia romagnola dalla fine dell'800 e di grande valore antiquariale. Essa dimostra infatti le immagini di vari attori della rivoluzione francese, come Georges Danton, Maximilien Robespierre, Jean-Paul Marrat, la regina Maria Antonietta e Luigi XVI stesso.
Interessante, insieme alle immagini, il testo scritto in cui si racconta la storia di uno dei testimoni dell'esecuzione. Grazie a esso si sa che Maximilien Bourdaloue immerse il suo fazzoletto nel sangue, lo mise nella zucca e ordinò a un artista parigino, Jean Roux la decorazione che si concluse il 18 settembre 1793, spiegano i ricercatori del team bolognese, che lavorano nei laboratori di Antropologia molecolare e Genetica forense. L'intenzione di Bourdaloue era di vendere la zucca per 500 franchi a L'Aquila, un soprannome forse riferito al giovane Napoleone.

13 ottobre 2010

Il Grido di Merlino

Conferenza "Il Grido di Merlino" 8 ottobre 2010 organizzato dall'Associazione Culturale La Rose Noire di Modena - ore 21 c/o Sala civica Via M.Curie 22/a Modena

Conferenza "Il ciclo Arturiano e la leggenda del Santo Graal" con Elisabeth Mantovani, venerdi 15 ottobre 2010, ore 21 organizzato dall'Associazione La Rose Nore di Modena - Riferimenti al ciclo bretone presente nell'archivolto della Porta della Pescheria del Duomo di Modena.
Sala civica Via M.Curie 22/a Modena