02 gennaio 2009

Ritrovato il "profumo della Maddalena". Servì per ungere i piedi di Cristo.

Gerusalemme - "Preziose ampolle in ceramica e vetro finissimo, contenenti quello che potrebbe rivelarsi come il "profumo della Maddalena", l'unguente usato dalla donna peccatrice dei Vangeli per ungere i piedi di Cristo.
Il ritrovamento di prodotti cosmetici dell'epoca di Gesù è stata fatto a Magdala sul lago di Tiberiade, in Galilea, dove sono impegnati da anni gli archeologi dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme. Nel complesso termale è stato rinvenuto un ninfeo del I secolo che ha restituito materiale di grandissima importanza. Sono stati trovati unguentari intatti e sigillati. Se l'analisi chimica lo confermerà, potrebbero essere balsami analoghi a quelli usati dalla Maddalena".
(Articolo pubblicato su "Il Resto del Carlino del'11/12/2008)

31 dicembre 2008

Scoperte archeologiche nel mondo

In Sicilia la più grande necropoli greca. - Potrebbe essere la più grande necropoli ellenica mai scoperta in Sicilia. Gli scavi nella zona di Himera, alle porte di Termini Imerese, hanno individuato alcune centinaia di sepolture, ma gli studiosi stimano che le tombe da portare alla luce siano almeno 10-12 mila. Risalgono a un periodo tra il VI e il V secolo a.c. e da esse stanno affiorando non solo resti umani in grande quantità ma anche un enorme corredo funerario. La piana di Himera fu teatro di due cruente battaglie: una nel 480 e l'altra nel 409 a.c., quando la città greca alleata di Siracusa fu distrutta dai cartaginesi di Annibale. Tante, almeno, un terzo le sepolture di neonati: i corpi venivavno posti in anfore col corredo di vari oggetti. I più curiosi sono i biberon di oltre 2500 anni fa: piccoli vasetti di terracotta dotati di beccucci-poppatoi".
(Il Resto del Carlino del 12/11/2008)

Egitto, scoperta la piramide n° 118

"IL CAIRO - Siamo arrivati a quota 118! Tante sarebbero le piramidi costruite in Egitto, almeno quelle scoperte fino ad oggi, dice il "faraone" dell'archeologia egiziana, Zahi Hawass, che ha presentato il più recente ritrovamento a Saqqara della sua squadra: la bse di una piccola piramide che conterrebbe la tomba della madre del re Teti Sheshet. Era a poche centinaia di metri dalla storica "tomba a gradoni", la prima di quelle costruite in Egitto, legata al faraone Zoser. Era alta 14 metri racconta Hawass, per l'opera dei predatori e degli agenti atmosferici, mentre il lato della base è ancora di 22 metri. Teti salì sul trono in un periodo di grandi conflitti e ci riuscì grazie all'abilità e agli intrighi della madre Sheshet".
(Il Resto del Carlino - 12/11/2008)

14 dicembre 2008

Museo "Hugues de Payns"

A 12 chilometri da Troyes, la capitale storica della regione Champagne, a 20 chilometri dell'antica abbazia di Eloisa e Abelardo, poco distante dai laghi della foresta d'Oriente , dalla commanderia di Avalleur e dall'abbazia di Claivaux troviamo PAYNS. Luogo del fondatore dell'Ordine dei Templari.
Per visite: dal mese di maggio a settembre, la prima domenica di ogni mese dalle ore 15 alle 28 oppure su appuntamento: 0033 3 25 76 61 54

01 dicembre 2008

Notizie dall'estero

JEAN MARKALE, specialista della mitologia celtica è deceduto il 24 novembre 2008 a Auray /Morbihan(Francia) à l'età di 80 anni . Riporta la notizie del decesso il giornale "Le Figaro" del 25/11/2008.
Per chi non lo conosce: "Aveva preso questo pseudonimo dal re MARK della mitologia celtica. Il suo vero nome era Jacques Bertrand. Le civiltà celtiche erano la passione della sua via, infatti nè ha consacrato tutta la sua esistenza scrivendo non meno di 102 testi. Era particolarmente attirato dalla figura di re Artù pubblicando "Il ciclo del Graal" opera di otto libri.
Ha scritto conti e leggende dei paesi celti, Vercintorige, druidi, piccola enciclopedia del Graal. Jean Markal si era interessato anche all'esoterismo trattando soggetti come i catari, i Templari, L'oro del diavolo di Rennes-le-Chateau. Con la sua passione ha aperto ad un grande pubblico l'interesse per questi argomenti.
L0autore era nato nel 1928, da genitori bretoni,, nella foresta di Brocéliande, la culla del mito della Tavola Rotonda.
Ecco, cosi si comprende meglio la sua quest, quella del GRAAL.

27 novembre 2008

PIETRO DA BOLOGNA, UN GIALLO FORSE RISOLTO

ARTICOLO PUBBLICATO SU IL RESTO DEL CARLINO DEL 27.11.2008

Erano studenti insieme, nelle aule dell'Alma Mater. Rinaldo da Concorezzo, futuro arcivescovo di Ravenna, Dante Alighieri, Bertrand de Got, che sarebbe salito al soglio di Pietr con il nome di Clemente V e Pietro da Bologna, frate cappellano, esperto di diritto, cavaliere templare.
Il periodo cruciale, è l'inizio del Trecento quanto l'Italia e l'Europa si infiammano dei roghi dei cavalieri che avevano difeso il Santo Sepolcro, accusati di eresia ed espropriati di tutti i beni, secondo il volere del papa, appunto Clemente V, e sopratutto del re di Francia Filippo il Bello.
Il filo conduttore di una storia straordinaria e oscura è proprio Pietro da Bologna, uno dei quatro procuratori che i 560 cavalieri nominano come difensore dell'Ordine al processo di Parigi nel 1310. E che sparisce nel nulla la notte tra il 17 e il 18 maggio di quell'anno.

Io credo che Pietro si sia salvato, racconta Giampiero Bagni, 36 anni, archeologo e ricercatore storico, e che sia tornato a Bologna dove si svolgevano i processi locali ai Templari sotto la protezione, discreta ed efficace, dell'arcivescovo di Ravenna che culminarono con l'assoluzione dei Templari bolognesi.
Fra cui vi era un certo Pietro da Monte Acuto. Le tracce sono sottili, ma solide. E Giampiero Bagni le ha seguite con tenacia per tre anni, dando vita ad un libretto, preciso dettagliato e piacevole, dal titolo Pietro da Bologna, il difensore dei Templari. Edito da Bononia University Press che segue Pietro fra gli archivi di Ravenna e Bologna, gli atti dei processi con gli elenchi dei cavalieri, i passaggi dei beni sequestrati.

La conclusione è inedita. Io credo, dice Bagni, che Pietro da Bologna, sparito miseriosamente dalle carceri di Parigi nel maggio 1310 sia lo stesso Pietro da Monte Acuto presente nel Concilio provinciale dell'anno dopo, che compare come precettore dei Templari per Bologna e Modena e che sia lo stesso citato in un documento del 1616 dall'Alidosi come Pietro Roda, che diventa Cavaliere di Malta, muore nel 13429 e viene sepolto nel cimitero di Strada Maggiore.

Articolo firmato da Martina Spaggiari

18 ottobre 2008

Trovati i resti di Bianca de'Medici

Li hanno trovati. Nascosti in un luogo segreto delle Cappelle Medicee spuntano i resti mortali di Bianca Cappello. Quello che fu il suo bel corpo, già privato delle interiori, come tramandano le macabre cronache dell'epoca: le viscere di Bianca e quelle dell'amatissimo marito Francesco I de' Medici furono infatti raccolte in piccoli orci e sepolti nella chiesa più vicina alla Villa di Poggio a Caiano, Santa Maria di Bonistallo.
(tratto dall'articolo pubblicato su "Il Resto del Carlino" del 16/10/2008)

24 settembre 2008

Domaine La Barre - Chambres d'hotes, B&B tra Pamiers e Mirepoix, aperto tutto l'anno. Scoprite il fascino di questa casa in piena natura che offre un punto di partenza per la visita ai castelli catari (Puivert, Roquefixade, Montségur), alle città medievali (Mirepoix, Foix, Carcassonne, Rennes-le-Chateau ed altre ancora) alle grotte, alle chiese romaniche.
Inoltre, passeggiate, cavalli, mountain bicke...
dove: a Engraviés - 09600 DUN tel. 0033 5 62 68 81 20
email: contact@domaine-la-barre-com
sito : www.domaine-la-barre.com

Le stanze sono carine, colazioni e pranzi che non si dimenticano.... Ottima ospitalità!

16 luglio 2008

VEZELAY, L'ETERNA

Siamo tutti pellegrini, cosi quando sulla strada da Avallon che porta a Vézélay, ci appare la croce Montjoie che simbolizza la gioia del pellegrino che vede per la prima volta la basilica. Alto luogo della cristianità nel medioevo, questa collina mistica era un luogo molto importante sul cammino che ci conduce a Santiago di Compostella.
Cosi come i pellegrini è a piedi che dobbiamo affrontare la salita, l'ascensione verso la basilica. Bisogna penare, faticare ma ad ogni passo che facciamo è l'inizio del nostro trionfo.
Poco a poco, Vézélay ci svela qualcuno dei suoi segreti, ma attenzione quando si arriva davanti si cade sotto il suo incantesimo. Dopo il sudore della salita ecco che ci appare, ci manca il soffio davanti al suo meraviglioso timpano centrale, vero capo lavoro di scultura romanica. Ma prima di penetrare nel suo ventre, bisogna sostare nel nartece, prendere confidenza con il suo messaggio nascosto prima di essere pervasi della sua luce, dalle sue proporzioni, dalla Maddalena.....
Difficile di non sentirsi schiacciati dal peso della storia: millioni di pellegrini sono passati prima di noi, i crociati si sono incontrati qui prima di partire per la Terra Santa